Kommentar zu Hegel und Marx, Capitolo 20

Ciò che Marx fornisce

Da Marx si ricevono due cose: una descrizione che coglie nel segno, e la dimostrazione che il metodo funziona come procedimento di ricerca.

La descrizione sta nella formula che racchiude un’intera forma economica in quattro segni. Il denaro si trasforma in merce per diventare più denaro. L’apostrofo alla fine è il punto decisivo: alla fine non c’è la stessa somma di partenza, e l’eccedenza non è un risultato collaterale, bensì lo scopo dell’intera operazione. Ciò che questa formula coglie è il rovesciamento che distingue questa forma economica da tutte quelle precedenti. Dove gli uomini producono per soddisfare bisogni, il fine risiede nei beni; dove vendono per comprare altro, altrettanto. Solo dove la merce diventa mezzo per l’accrescimento del denaro, il fine è uscito dal mondo dei beni — e con ciò è divenuto indifferente rispetto a ciò che in quel processo viene prodotto.

Il secondo guadagno è di natura linguistica e pesa più di quanto sembri a prima vista. Dove Hegel parla dell’automovimento del concetto, Marx parla della contraddittorietà interna della merce. Dove Hegel dispiega l’Assoluto, Marx analizza il capitale complessivo sociale. Dove Hegel diagnostica l’astuzia della ragione, Marx mostra che decisioni individuali non concertate producono un risultato che nessuno ha voluto. Con ciò si è guadagnato un linguaggio in cui le determinazioni possono essere mostrate su oggetti quotidiani. Sulla merce, sul denaro, sul contratto di lavoro si può illustrare che cosa significhino contraddizione, mediazione e rovesciamento, senza un registro che debba prima essere appreso.

Questa non è la prima applicazione a un oggetto. Hegel ha condotto la filosofia reale attraverso natura e antropologia, diritto e Stato, arte, religione, storia universale e storia della filosofia, e la filosofia del diritto sviluppa, come ha mostrato la Parte II, determinazioni di contenuto nel loro nesso logico. Ciò che Marx aggiunge è duplice. Da un lato un oggetto che Hegel aveva trattato solo per sommi capi: l’economia moderna, che in Hegel è il sistema dei bisogni nella società civile, in Marx l’oggetto di un’opera intera. Dall’altro un’esecuzione che scende fino ai rapporti di fabbrica, alle statistiche e ai testi di legge, e lì diventa verificabile dove l’esposizione di Hegel resta generale.

La demistificazione ha tuttavia un rovescio della medaglia, che fa parte del bilancio. Presentando Hegel come colui che deriva il mondo dal pensiero, Marx produce una caricatura — e per giunta una caricatura che non solo occulta la parentela metodologica, ma rende anche invisibile metà della filosofia reale da cui egli stesso attinge. La traduzione guadagna in evidenza e perde il terreno da cui era resa possibile.