Commento allo Spirito soggettivo, Capitolo 38
Le articolazioni affiancate
Ciò che gli autori mutano nell’impianto di Hegel si può leggere negli indici — e cambia più di quanto i frontespizi lascino supporre.
| Antropologia | Fenomenologia | Psicologia | Particolarità | |
|---|---|---|---|---|
| Hegel 1830 | sì | sì | spirito teor. / prat. / libero | |
| Rosenkranz 1837/43 | sì | sì | sì | forma di libro invece di paragrafi |
| Michelet 1840 | sì | eliminata | sì | motivazione nella prefazione |
| Erdmann 1840/42/47 | sì, con la morte | sì | sì | lavoro sui passaggi |
| Rosenkranz 1850 | materia / forza / vita — architettura propria | § 567: quattro deduzioni | ||
| Michelet 1878 | sì | ancora eliminata | sì | poco di nuovo rispetto al 1840 |
| Schaller 1855/60 | organismo invece di anima | — | — | concetti di Hegel senza il nome di Hegel |
In ciò stanno tre riscontri.
Primo: Michelet cambia una volta e vi rimane. Tra il 1840 e il 1878 passano trentotto anni, e la bipartizione resta invariata. Ciò che cambia è il fronte — nel 1840 contro il raddoppiamento con la fenomenologia del 1807, nel 1878 contro „il materialismo e l’ateismo sorti dall’empirismo, che nel loro seguito hanno necessariamente il pessimismo“.
Secondo: Rosenkranz cambia due volte, e la seconda volta radicalmente. La Psicologia del 1837 mantiene l’articolazione di Hegel; il Sistema del 1850 la sostituisce con materia — forza — vita. La stessa riorganizzazione della sua filosofia della natura dello stesso anno, dove al posto di meccanica, fisica e organica subentra la stessa triade.
Terzo: Erdmann non cambia l’articolazione, ma le motivazioni. Le sue tre edizioni si differenziano nei passaggi — lo dice lui stesso — e nell’ampiezza dei rimandi incrociati. La struttura resta.
Ciò che le deviazioni hanno in comune. Nessuna è arbitraria, e ognuna ha un motivo indicabile: Michelet vuole evitare un raddoppiamento, Rosenkranz cerca un’architettura che sia comprensibile al lettore, Erdmann lavora sui punti in cui „la necessità non si poteva ben vedere“.
E nessuno di loro dice di deviare da Hegel — tranne Michelet, che lo motiva. È questa la situazione da cui Exner trae il suo argomento.