Commento alla Filosofia del diritto, Capitolo 23

Il concetto

L’eticità è la verità di diritto e moralità — l’unità vivente di strutture oggettive e atteggiamenti soggettivi. Nel diritto la volontà era soltanto esteriore; nella moralità soltanto interiore. Nell’eticità è in entrambe insieme: in istituzioni che incarnano la sua libertà, e in atteggiamenti attraverso i quali essa sostiene queste istituzioni.

L’eticità non è costume come mera consuetudine (sarebbe solo l’esteriore). Non è morale come mero dover-essere interiore (sarebbe solo l’interiore). È la forma in cui le istituzioni sono organizzate in modo tale da sostenere la volontà, e la volontà è formata in modo tale da produrre e mantenere da sé le istituzioni. Nei termini della logica del concetto: l’eticità è la forma dello spirito oggettivo in cui il conoscere (teoria) e il volere (prassi), che nella moralità erano ancora scissi, cercano la loro unità pratica — come forma di vita istituzionale, che è al contempo saputa e agita.

L’eticità si articola in tre sfere: famiglia, società civile, Stato. Non sono storicamente successive, ma logicamente gradate l’una nell’altra: ognuna presuppone la precedente e la supera — in senso rigoroso, cioè conservando ciò che in essa regge.