Commento alla Filosofia della natura, Capitolo 17
Perché questa parte è la più debole
Ciò che ora viene è l’individualità: il corpo che non giace più soltanto accanto ad altri, ma ha una qualità che lo distingue da essi — pesantezza, calore, suono, affinità chimica (capitolo 19). È al tempo stesso la parte in cui Hegel sbaglia più spesso — per una ragione che va detta prima.
Vittorio Hösle lo indica, ed è di natura storico-scientifica: i fenomeni che Hegel tratta qui furono compresi in modo soddisfacente solo nel tardo Ottocento — si pensi alla termodinamica e all’elettromagnetismo.[1] Hegel lavora su oggetti per i quali i concetti non c’erano ancora, con il materiale di cui disponeva.
Ciò spiega due cose: perché qui si trovano i giudizi più errati — e perché qui si trova la maggior parte del materiale delle lezioni. Non riuscì a trovare pace con questa materia. Solo sul magnetismo, negli appunti del primo corso si contano più di centocinquanta passi.
Vittorio Hösle, Hegels System, cap. 5 (qui secondo l’edizione italiana Il sistema di Hegel, nota 76 al cap. 5). Della filosofia della natura Hösle tratta solo spazio e tempo e la vita, e giustifica questa scelta con la loro posizione particolare. ↩︎